
A Mappatella Beach la palla a volo è gratis, 'ncopp' 'a rena
Sul lungomare Caracciolo, dentro l'area del Mappatella Gym, c'è un campo regolamentare da beach volley e foot volley. Gratuito, senza prenotazione: chi arriva primm', joca.
Ci sono cose che a Napoli funzionano meglio di come te le aspetti, e una di queste sta sul lungomare Caracciolo, all'altezza della Rotonda Diaz. Sulla sabbia di Mappatella Beach, dentro l'area del Mappatella Gym, c'è un campo regolamentare da beach volley e foot volley. Gratuito. Senza prenotazione, senza tessera, senza nessuno che ti chieda niente: si scende abbascio 'o mare e si gioca.
Non è una rete tirata fra due pali
La prima cosa che sorprende è che è fatto per davvero. Non è il campo improvvisato di agosto con la corda e i due bastoni piantati nella rena: è un impianto costruito secondo gli standard FIPAV, con struttura telescopica in acciaio zincato, rete professionale con bordatura in PVC, nastro di tracciatura ancorato al terreno, seggiolone d'arbitro e protezioni esterne sui pali.
Sono dettagli che sembrano burocrazia e invece si sentono tutti quando ci giochi. Il nastro ancorato significa che le linee restano dove devono stare anche dopo venti tuffi; le protezioni sui pali significano che una difesa disperata a rete non finisce al pronto soccorso; il seggiolone significa che se organizzi qualcosa di serio hai dove metterci chi arbitra.
| Dove | Rotonda Diaz, lungomare Caracciolo |
| Dentro | l'area del Mappatella Gym, spiaggia libera |
| Dal | 15 luglio 2025 |
| Discipline | beach volley e foot volley |
| Costo | zero |
| Prenotazione | non prevista |
Chi l'ha messo lì
Il campo è arrivato il 15 luglio 2025 per donazione della Fondazione MaGa, insieme all'associazione 100per100 Napoli e ad alcuni sponsor privati, dentro il percorso di recupero del Lido Mappatella. Il Comune ha accettato la donazione e ad inaugurarlo c'era il sindaco Manfredi, accanto alla palestra all'aperto aperta l'anno precedente.
Vale la pena dirlo perché è la parte meno scontata della storia: un pezzo di lungomare che per anni è stato raccontato solo per le cose che non funzionavano, e che mo' ha una palestra all'aperto e un campo di palla a volo regolamentare. Non è arrivato per magia, e non è arrivato dal nulla: è pubblico, privato e terzo settore che per una volta hanno tirato dalla stessa parte.
Come funziona: chi arriva primm', joca
Questa è spiaggia libera comunale, quindi il campo funziona come funzionano le spiagge libere. Non c'è una lista, non c'è un custode, non c'è un orario. C'è una regola sola, che non sta scritta da nessuna parte e che decide tutto: chi arriva prima gioca, e quando tocca a qualcun altro si lascia il campo.
Se ci vai in un pomeriggio di luglio, mettiti in testa che ci sarà qualcuno prima di te e che aspetterai il tuo turno. È il prezzo del fatto che non paghi niente, ed è un prezzo onesto. Nelle ore di punta si formano naturalmente i turni fra i guagliuni che stanno lì: due squadre giocano, le altre guardano e aspettano, e chi perde esce. Funziona meglio di molti sistemi di prenotazione.
Cosa portarti da casa
Il campo c'è, tutto il resto no.
- Il pallone. Quello da beach è più morbido e gonfiato a pressione più bassa di quello indoor: sulla sabbia la differenza si sente al primo bagher. Portane due, che il mare sta a pochi metri e una palla lunga finisce in acqua prima di quanto pensi.
- Acqua, più di quanta ti sembri necessaria. Sul lungomare l'ombra non c'è.
- Cappello e crema solare, per lo stesso motivo.
- Le ciabatte per arrivare al campo: si gioca a piedi nudi, ma a mezzogiorno 'a rena scotta per davvero.
Un'ultima cosa, non tecnica: il vento di mare c'è quasi sempre e cambia il gioco più di quanto si creda. La battuta contro vento cade prima, quella a favore esce lunga, e il pallonetto diventa un'arma o un regalo a seconda di dove soffia. Se sei abituato alla palestra, i primi quindici minuti alla Rotonda Diaz ti sembreranno un altro sport.
Perché conta per la palla a volo a Napoli
Un campo gratuito e regolamentare in pieno centro fa una cosa che nessun impianto a pagamento può fare: abbassa a zero la barriera d'ingresso. Chi non ha mai giocato non deve prenotare, non deve trovare altri undici, non deve pagare la quota. Deve solo scendere in spiaggia con un pallone.
È da posti così che nascono le squadre amatoriali, e da lì i tornei. Quando arriva quel momento — quattro coppie, un pomeriggio, un tabellone da tenere — il tabellone si fa dal telefono, i punteggi si segnano a bordo campo e le classifiche dei gironi si aggiornano da sole. Così l'unica cosa che resta da gestire è 'a rena.

