Organizzare un torneo di pallavolo

Tutto quello che serve per portare a termine un torneo amatoriale nella giornata prevista: quante squadre accettare, che formula scegliere e cosa scrivere nel regolamento.

Il vincolo è sempre lo stesso: le ore e i campi

Un torneo amatoriale non fallisce per la formula sbagliata: fallisce perché le partite da giocare non stanno nelle ore disponibili. Prima di decidere qualsiasi altra cosa servono tre numeri: quanti campi avete, per quante ore e quanto dura una partita nel formato che avete scelto.

Da quei tre numeri si ricava la capienza del torneo:

partite possibili = campi × ore × 60 / durata di uno slot in minuti

Con due campi, sette ore e slot da 45 minuti si giocano 2 × 7 × 60 / 45 = circa 18 partite. Tutto il resto — quante squadre, quanti gironi, quante fasi finali — è una conseguenza di quel 18.

Le formule, in ordine di utilità

giusto, il più lungo. Perfetto fino a cinque o sei squadre.

più gironi corti, poi semifinali e finale. Tutti giocano almeno tre partite e la giornata resta prevedibile.

possibile. Il difetto è evidente: metà delle squadre gioca una sola partita.

delle partite ma è molto più giusto dell'eliminazione secca.

Con dodici squadre e sei ore di campo la scelta quasi obbligata è tre gironi da quattro, con le prime due di ogni girone ai quarti di finale.

Quanto dura una partita

Sono stime, non regole, e vanno tarate sul livello dei partecipanti:

FormatoDurata indicativa
Set unico ai 2525-30 minuti
Set unico ai 2120-25 minuti
Due set su tre ai 2145-60 minuti
Due set su tre ai 2560-75 minuti

Allo slot va sempre aggiunto un margine per il cambio campo, le squadre che arrivano dal campo accanto e i saluti: cinque minuti di cuscinetto per partita sono il modo più economico di non accumulare un'ora di ritardo entro le tre del pomeriggio.

Le quattro cose da scrivere prima

  1. Il regolamento di gara. Punteggio dei set, set da vincere, vantaggi sì o

no, time-out, tolleranza sui ritardi, criteri di classifica.

  1. I vincoli di squadra. Numero minimo e massimo di giocatori, quota rosa,

categorie d'età, se è ammesso un tesserato e quanti.

  1. Il criterio di classifica completo, fino all'ultimo spareggio possibile.

"In caso di ulteriore parità si sorteggia" è una frase brutta e utilissima.

  1. Chi decide. Una persona con nome e cognome che ha l'ultima parola su

ritardi, dispute e cambi di programma.

Nessuna di queste quattro cose serve mentre tutto va bene. Servono tutte alle quattro del pomeriggio, quando una squadra è in ritardo, due sono a pari punti e qualcuno chiede se il libero può battere.

Iscrizioni, soldi e comunicazione

Le iscrizioni si chiudono prima del torneo, non il mattino stesso: senza l'elenco definitivo non si può fare il calendario, e senza calendario non si può dire a nessuno a che ora gioca. La quota, se c'è, va comunicata insieme a cosa comprende (campi, palloni, premi, terzo tempo) e a come si paga.

Il canale di comunicazione va scelto e dichiarato: un gruppo per capitani funziona, un gruppo con tutti i giocatori diventa illeggibile. Ai capitani servono tre informazioni e basta: girone, orario della prima partita, campo.

Se organizzate con VolleyFriends, la creazione del torneo guida in otto passi dai dati base ai vincoli di squadra, genera i gironi con il calendario sui campi disponibili e pubblica la pagina pubblica con le classifiche che si aggiornano mentre si gioca.

Le pagine di questo silo

Le formule di gioco nel dettaglio, con i conteggi; come si costruisce un calendario che non fa giocare due partite di fila alla stessa squadra; cosa mettere nel regolamento e come gestire le iscrizioni; come si arbitra senza arbitri; come si assorbono ritardi e forfait; e come si scrivono categorie d'età e quota rosa senza escludere per errore metà degli iscritti.

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