Lo slot è l'unità di misura
Un calendario di torneo non si scrive in ore e minuti: si scrive in slot. Uno slot è la durata standard assegnata a una partita su un campo, comprensiva del cambio squadre. Tutte le partite occupano uno slot, anche quelle che finiscono in mezz'ora: se lasciate che le partite corte anticipino il turno successivo, dopo tre turni nessuno sa più quando gioca.
Come si dimensiona uno slot: durata media della partita nel formato scelto, più cinque minuti. Due set su tre ai 21 punti diventa uno slot da 50 minuti; set unico ai 25 diventa 30 minuti. Meglio uno slot generoso e finire in anticipo che uno slot ottimista e recuperare fino a sera.
Il numero di slot disponibili è il vero budget del torneo:
slot totali = campi × (ore disponibili × 60 / durata slot)
Con tre campi dalle 9 alle 18 (nove ore) e slot da 50 minuti: 3 × 10 = 30 slot. Se la vostra formula richiede 34 partite, la formula è sbagliata, non l'orario.
I tre vincoli da rispettare
- Nessuna squadra gioca due partite nello stesso slot. Ovvio, e la fonte
d'errore numero uno quando si scrive un calendario a mano con più gironi.
- Nessuna squadra gioca due slot consecutivi, se possibile. Un turno di
riposo fra due partite non è una gentilezza: è la differenza fra un secondo set giocato e un secondo set subito.
- Nessun campo resta vuoto mentre ci sono partite da giocare. Un campo fermo
per uno slot su venti significa il 5% del tempo buttato.
Il terzo vincolo entra in conflitto col secondo appena il numero di squadre non è un multiplo comodo del numero di campi. In quel caso si sacrifica il riposo delle squadre eliminabili e si protegge quello di chi gioca il turno successivo.
Gironi in parallelo o in sequenza
Con due gironi e due campi la scelta è fra due impostazioni:
- Un girone per campo. Il girone A gioca sempre sul campo 1, il B sul campo 2.
Vantaggi: chiarissimo per i giocatori, nessuna confusione. Svantaggio: se un girone ha una squadra in più, un campo resta indietro.
- Gironi mischiati sui campi. Il calendario riempie i campi indipendentemente
dal girone. Vantaggio: nessun campo fermo. Svantaggio: bisogna comunicare bene, perché nessuno sa "dove si gioca il mio girone".
Per un torneo amatoriale la prima è quasi sempre la scelta giusta: la chiarezza vale più dell'efficienza. La seconda diventa necessaria con gironi di dimensioni diverse o con più di tre campi.
La rotazione dei campi
Se i campi non sono equivalenti — e in palestra non lo sono quasi mai: luce, fondo, distanza dalle pareti, presenza di pubblico — vale la pena distribuirli. Il criterio è semplice: nella fase a gironi ogni squadra deve giocare almeno una volta su ciascun campo, o il più vicino possibile a questa condizione. Nella fase finale, invece, si concentra tutto sul campo migliore: le semifinali e la finale si giocano dove si vede meglio.
Una nota sui campi all'aperto: se uno è esposto al sole e l'altro all'ombra, la rotazione non è una questione di equità estetica ma di risultati. Alternate, e mettete gli orari peggiori nella fase a gironi.
Fase finale: gli abbinamenti si scrivono prima
Il momento più delicato di una giornata di torneo è il passaggio dai gironi alla fase finale, perché è lì che ci si accorge di non aver deciso qualcosa. Da scrivere nel calendario prima di iniziare:
- gli accoppiamenti: prima del girone A contro seconda del girone B, prima
del B contro seconda dell'A. Mai prima contro prima;
- come si trattano le migliori terze, se il tabellone le prevede, e con quale
criterio si confrontano squadre di gironi diversi (in genere punti, poi quoziente set, considerando solo le partite contro le prime due del girone se i gironi hanno dimensioni diverse);
- l'orario di inizio della fase finale, con l'avvertenza che parte quando è
finito l'ultimo girone;
- la finale terzo-quarto posto: si gioca o no? Se sì, sta nel calendario e
occupa uno slot.
Il margine
Un torneo di venti partite accumula ritardo: sempre. Le contromisure che funzionano, in ordine di efficacia:
- Uno slot vuoto a metà giornata. Sembra uno spreco e si rivela il miglior
investimento del calendario: assorbe mezz'ora di ritardo senza toccare nulla.
- La pausa pranzo come ammortizzatore. Se la pausa è di un'ora, comunicatela
di 45 minuti: il quarto d'ora recupera i ritardi del mattino.
- Il riscaldamento dichiarato. "Cinque minuti di riscaldamento in campo,
poi si comincia" evita i venti minuti spontanei di palleggi.
- Un piano B scritto. Se alle 16 siete in ritardo di un'ora, cosa si taglia?
Le finali terzo posto, un set delle semifinali, la lunghezza dei set. Deciderlo prima significa deciderlo a mente lucida.
Il tabellone visibile
Il calendario esiste per essere letto dai giocatori, non dall'organizzatore. Serve una versione visibile in ogni momento, con campo, orario e squadre per ogni partita, e aggiornata quando i ritardi spostano il programma. Il foglio attaccato al muro funziona solo se qualcuno lo riscrive; una pagina pubblica del torneo consultabile dal telefono, con partite e classifiche che si aggiornano mentre si segnano i punti, elimina la fila di persone che chiede "a che ora giochiamo?".